Perché si festeggia il 25 Aprile? 5 curiosità

Perché si festeggia il 25 Aprile? 5 curiosità

Il 25 Aprile si festeggia in Italia la Festa della liberazione. Scopriamo perché proprio in questa data cade l’Anniversario della liberazione d’Italia

Il 25 Aprile 1945 il popolo italiano insorse contro l’oppressione del nazifascismo e furono liberate le città di Milano e Torino. La Seconda guerra mondiale non era ancora finita, ma in poche settimane gli invasori tedeschi furono scacciati dall’Italia e il regime fascista cessò di esistere. Tutte le città furono salvate grazie alla Resistenza dei partigiani, uomini e donne valorosi e pronti a tutto per liberare il Bel Paese.

Cinque curiosità sulla Festa della liberazione d’Italia:

  • La data del 25 aprile fu fissata convenzionalmente già nel 1946. Una legge del 1949 confermò definitivamente l’esistenza della ricorrenza, che divenne ufficialmente un giorno festivo, al pari delle domeniche o del giorno di Natale.
  • Il canto popolare “Bella ciao” è diventato l’inno della Resistenza per eccellenza. Si tratta di uno dei canti partigiani più celebri al mondo ed è associato alla Giornata della Liberazione.
  • Nel 2015 per il 70° Anniversario tanti sono stati gli eventi organizzati su tutto il territorio italiano per celebrare questo avvenimento. Degno di nota il francobollo autoadesivo da 80 centesimi, per ricordare i massacri compiuti dai tedeschi nelle cave di via Ardeatina a Roma il 24 marzo 1944.
  • Secondo alcuni studiosi, come lo storico Claudio Pavone, la guerra per la Resistenza fu anche guerra civile. Infatti i partigiani italiani non combattevano solo contro lo spietato invasore straniero, ma anche contro il regime fascista che agiva entro gli stessi confini dello Stato italiano.
  • L’Italia non è l’unico Paese a festeggiare la fine dell’occupazione straniera. Tra gli altri, ricordiamo che l’Etiopia festeggia il 5 maggio la sua festa della Liberazione, per richiamare alla memoria il giorno glorioso del 1941, nel quale la nazione riuscì ad arrestare il dominio proprio degli invasori italiani.

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