Imparare a sfruttare l’energia del mare

Imparare a sfruttare l’energia del mare

Il laboratorio ENEA presenta una tecnologia low cost per sfruttare l’energia del mare in modo pulito

C’è chi aspetta l’onda giusta e chi invece cerca di sfruttarle tutte con i dispositivi smart PEWEC (Pendolum Wave Energy Converter). Questi dispositivi, al momento ancora prototipi e a caccia di finanziamenti, sono il frutto della ricerca e della collaborazione tra laboratorio Enea e Politecnico di Torino e potrebbero porre rimedio a due grandi problemi: erosione delle falesie e generazione di energia elettrica.

Ma di cosa si tratta esattamente?

Il progetto ambizioso Pewec ha come obiettivo quello di riuscire a creare energia pulita, sfruttando l’energia del mare, per mezzo di galleggianti molto simili a delle zattere da posizionare in mare aperto in grado di convertire la forza delle onde in energia elettrica. Si stima, infatti, che l’installazione di 10 di questi dispositivi possa produrre energia elettrica per un paese di 3000 abitanti, contrastando in modo significativo anche i fenomeni di erosione delle coste grazie alla riduzione e all’assorbimento della potenza delle onde.

Questo tipo di tecnologia può essere impiegata in Italia?

Sì, questa tecnologia smart è stata pensata proprio per le coste italiane, in particolare, quelle della Sardegna e della Sicilia che risultano essere le più promettenti in termini di moto ondoso. Per poter calcolare i luoghi più interessanti per lo sfruttamento energetico delle onde, l’Enea ha difatti realizzato l’atlante del clima ondoso del Mediterraneo. Con l’applicazione di questi dispositivi in mare aperto sarà quindi possibile sfruttare gli 8000 km di coste italiane per generare energia pulita senza impattare su fauna e flora marina.

Due curiosità sulle onde

  • Quanto può essere alta un’onda? L’altezza di un’onda, secondo i modelli oceanografici, è determinata da tre fattori: velocità del vento, la sua persistenza (per quanto tempo soffia nella stessa direzione e a che velocità), e lunghezza del tratto di mare sul quale può scorrere liberamente.
    Le onde nel Mediterraneo possono raggiungere un’altezza massima di 7-8 metri, ma in caso di terremoti o eruzioni sottomarine le onde possono arrivare anche a 18-20 metri di altezza, come è successo nel 2002 al largo dell’isola di Stromboli.
  • Le onde possono essere descritte matematicamente come una sinusoide caratterizzata da ampiezza, lunghezza e periodo.
  • Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Facciamo un po' di calcoli: * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.